March 11, 2007

I quattro pensieri che trasformano la mente

Nell'Insegnamento di Liberazione (secondo la tradizione tibetana), all'inizio del sentiero si contemplano i "quattro pensieri che trasformano la mente".

Questi (e, soprattutto, il MODO DI MEDITARE su questi) sono approfonditi nello "storico" testo:
"Le istruzioni orali del mio perfetto maestro", disponibile da Domenica 1° Aprile su questo sito, grazie alla splendida traduzione italiana curata dal nostro Cristoforo Andreoli.

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IL PRIMO PENSIERO CHE TRASFORMA LA MENTE:
PREZIOSITÀ DELLA NOSTRA ESISTENZA UMANA.

In quanto esseri umani, abbiamo una "libertà di progredire" nello sviluppo della nostra mente, che è sconosciuto agli altri esseri viventi.

La nostra mente è straordinariamente flessibile e, con l'aiuto dei giusti metodi, non c'è un limite alle sue possibilità di evoluzione. Nella stessa vita e nello stesso corpo, un "serial killer" come Angulimala raggiunse la liberazione e un criminale come Milarepa lo stato di un Buddha - grazie alla pratica degli insegnamenti di liberazione.

Proprio in questa vita, non solo siamo nati in un luogo in cui esistono gli insegnamenti di liberazione, ma ne siamo venuti a contatto.
Non solo, ma siamo riusciti ad apprezzarli (molti non ne sono capaci).
Non solo, ma aspiriamo a rafforzare la nostra connessione con essi e a praticarli.

Questa è una immensa fortuna e, rendendocene conto, dovremmo generare gioia (e il desiderio di dedicarci alla nostra realizzazione spirituale, per il bene di tutti gli esseri).

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IL SECONDO PENSIERO CHE TRASFORMA LA MENTE:
IMPERMANENZA E MORTE.

Non solo tutte le esperienze (quelle piacevoli come quelle spiacevoli) sono impermanenti - cioè destinate a non durare.
La stessa cosa è vera per la nostra stessa vita.

Dobbiamo morire: su questo non c'è dubbio e, fra qualche decina d'anni, NESSUNO di quelli che stanno leggendo adesso questo messaggio sarà vivo.

Le persone ordinarie CERCANO DI NON PENSARCI, scacciando via questo pensiero e vivendo come se fossero immortali.
Al momento della morte, sono impreparati e in preda al panico.

I praticanti spirituali, al contrario, CI PENSANO UN PO' OGNI GIORNO: in questo modo arrivano preparati, dedicano una giusta fetta del proprio tempo alla pratica spirituale e, quando il momento arriva, hanno fiducia nei frutti della loro pratica.

Questa è la differenza fra una persona ordinaria e un vero praticante spirituale.

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Per approfondire queste, e le altre due "meditazioni che trasformano la mente" (con istruzioni pratiche su come metterle in pratica), ricordati che il 1° Aprile (non è uno scherzo! :-) sarà possibile acquistare "Le istruzioni orali del mio perfetto maestro" sul nuovo sito www.realizzazione.it.

A presto,
con affetto
Italo Choni Dorje.

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